Mostra dedicata a JANUSZ KORCZAK


Associazione Figli della Shoah

La scelta di dedicare una mostra a questo noto personaggio è nata grazie attualità del messaggio educativo dello stesso. Il percorso è composto da 25 pannelli che guideranno il pubblico nella scoperta dei momenti più salienti della sua vita.

La storia di Korczak, pseudonimo di Henryk Goldszmit, è talmente intensa e ricca di contenuti da dover essere trasmessa ai ragazzi, ai genitori, agli educatori e a tutti i lettori, sia per la vicenda personale di questo medico pedagogista durante la Seconda guerra mondiale, che per il suo pensiero; così come per la sua poliedrica e infaticabile opera di saggista, scrittore di romanzi e drammi teatrali e di giornalista e speaker radiofonico. Nel 1913, fondò la Casa dell’Orfano a Varsavia, un istituto di accoglienza per bambini poveri e senza famiglia, integrandoli in una piccola comunità regolata da un sistema educativo all’avanguardia.

La Casa dell’Orfano fu una vera e propria società dei bambini, organizzata secondo i principi della giustizia, della fraternità, dell’uguaglianza di diritti e doveri tra educatori e alunni. Vennero bandite le punizioni corporali e la privazione del cibo, metodi violenti e inefficaci all’epoca applicati con grande frequenza nelle famiglie e nei collegi di tutto il mondo. I ragazzi dell’istituto sperimentavano l’accoglienza, il rispetto e una grande attenzione nei loro confronti. Erano membri attivi, chiamati alla partecipazione, alla condivisione delle regole, alla solidarietà, alla tolleranza e al rispetto. Motivo cardine dell’illuminato lavoro di Korczak fu la necessità di garantire al bambino una qualità di vita adeguata in tutti gli ambiti: emozionale, intellettuale, fisico e sociale. È stato tra i primi a occuparsi dei diritti del bambino, il più importante dei quali, secondo lui, era quello al rispetto. Rispettare la sua dignità significava vedere in lui un essere autonomo con la propria sensibilità, bisogni intellettuali e sociali che necessitano attenzione, approccio del tutto innovativo per i tempi. Gli altri furono enumerati in svariate pubblicazioni: diritto all’amore, alla non conoscenza, all’insuccesso e alle lacrime, a sbagliare, a esprimere i propri desideri e sentimenti, alla proprietà, a vivere nel presente, allo sviluppo, alla giustizia. Korczak ha rivoluzionato la storia della pedagogia occidentale e dei diritti dell’infanzia. I suoi saggi sono stati pubblicati in Italia dalla casa editrice Luni.



Costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino

Nel 1929 diede alle stampe il suo celebre manifesto dei diritti dell’infanzia, Il diritto del bambino al rispetto, un testo a tutt’oggi insuperato. Fu un precursore delle lotta a favore di una totale uguaglianza dei diritti del bambino. Nel libro Come amare il bambino (che pubblicò nel 1919), Korczak richiedeva proprio la costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino.
La sua opera è alla base della formulazione della Carta internazionale dei diritti del fanciullo del 1959. Korczak non abbandonò mai i bambini che aveva imparato a conoscere prima come medico e poi come educatore. Lottando per sfamarli, accudirli, confortarli e prepararli al loro destino, salì con loro sul treno che li avrebbe condotti al campo di Treblinka e allo sterminio. Preservare il proprio senso di umanità di fronte all’annientamento è l’insegnamento che Korczak ha saputo trasmetterci. Raccontare è essenziale, è una dimensione della vita umana che ci consente di trasmettere la Memoria e di trasfondere un messaggio d’impegno per il futuro di umanità.

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“La cultura è la salvezza dell’essere umano.
Se fare cultura costa in tutti i termini,
il non fare cultura costa molto, ma molto di più”

– Matteo Luteriani